India Fermezza per la cessazione della violenza sulle donne

Una serie di raccomandazioni volte a far cessare la violenza contro le donne in India è stata formulata nei giorni scorsi. La sua attuazione necessiterà di un'azione politica ferma e di un concorso altrettanto determinato dell'ordine giudiziario.

Un gruppo di lavoro diretto dall'ex presidente della Corte suprema indiana, J. S. Verma, ha reso pubbliche le proprie conclusioni. Il gruppo era stato istituito a seguito dello stupro e dell'assassinio di una giovane a Delhi.

In particolare, vi si raccomandano una vasta innovazione della normativa sulle infrazioni sessuali e l'attuazione d'importanti riforme volte a garantire la trasparenza in seno alla polizia e al sistema giudiziario, nonché il loro obbligo di rendicontazione. Il gruppo di lavoro ha altresì raccomandato di riaffermare i diritti riconosciuti alle donne dalla Costituzione indiana.

«Le autorità indiane debbono dar seguito alla promessa di studiare prioritariamente le raccomandazioni della commissione Verma. Il governo deve a sua volta cominciare a sensibilizzare e informare attivamente il grande pubblico e prendere le misure necessarie per far cambiare gli atteggiamenti discriminatori nei confronti delle donne», ha dichiarato Tara Rao, responsabile del programma di educazione sui diritti umani e portavoce d'Amnesty International in India.

Il rapporto Verma propone un certo numero di riforme, fra cui:

  • la riforma della normativa e delle pratiche esistenti, che garantiscono impunità ai membri della polizia accusati di tortura e di violenza contro le donne in fermo cautelare;
  • l'inclusione dello stupro coniugale nella fattispecie dello stupro;
  • l'abandono dei riferimenti al genere delle persone, nelle leggi in materia di stupro, con lo scopo d'includervi lo stupro su uomini e persone transgender;
  • l'elaborazione di un nuovo protocollo per l'esame medico delle vittime di violenza sessuale e il loro trattamento durante lo svolgimento dell'intera procedura giudiziaria;
  • la sostituzione della nozione di «oltraggio alla modestia», ormai desueta, e la sua sostituzione con quella di reato sessuale;
  • l'applicazione di sanzioni contro i rappresentanti dello Stato che non segnalano le infrazioni di carattere sessuale o si rifiutano di riceverne denunzia;
  • la riforma della legge sulla tratta delle persone, attualmente non conforme alla normativa internazionale;
  • la revisione delle pratiche attuali di riecerca delle vittime di tratta degli esseri umani.

Vigilanza nell'applicazione delle proposte

La maggior parte delle riforme proposte dalla commissione Verma è positiva, ma talune possono dare adito a inquietudini rispetto al diritto internazionale dei diritti dell'uomo. Amnesty International è particolarmente preoccupata in quanto la commissione sembra dire che le persone condannate all'ergastolo non debbano beneficiare di nessuna possibilità di liberazione. Una siffatta disposizione equivarrebbe a una pena crudele, inumana e degradante.

«Anziché insistere affinché le persone condannate siano trattate duramente, sarebbe meglio concentrarsi sulla riforma dei sistemi di denuncia delle infrazioni, d'inchiesta e di promozione dell'azione penale, nonché di condanna. Tale iniziativa aiuterebbe ad attenuare la frustrazione avvertita nei confornti degli autori presunti di stupri e altre violenze sessuali che sfuggono alla giustizia».

(In francese) L'opinione di Manon Schick, direttrice della Sezione svizzera di Amnesty International, sulla violenza contro le donne in India.

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