La decisione del Consiglio degli Stati permetterebbe l'esportazione di armi verso paesi instabili come il Pakistan | © AP Photo/Mohammad Sajjad
La decisione del Consiglio degli Stati permetterebbe l'esportazione di armi verso paesi instabili come il Pakistan | © AP Photo/Mohammad Sajjad

Svizzera: accolta mozione sull'esportazione di armi Cambiamento di rotta incomprensibile

Amnesty International è estremamente delusa dalla decisione presa stamattina dal Consiglio degli Stati di ammorbidire le condizioni secondo le quali le aziende svizzere produttrici di armi potranno esportare la propria produzione. Questo cambiamento ingiustificato minaccia il rispetto dei diritti umani e rappresenta un cambiamento di rotta incomprensibile rispetto alla linea seguita negli ultimi anni, con l’introduzione in particolare, nel 2001, dell’obbligo di tenere in considerazione la situazione dei diritti umani nel paese di destinazione

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Le modifiche permettono che le armi siano esportate verso paesi come l’Arabia Saudita, conosciuto per le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani che vi avvengono, oppure il Pakistan, Stato instabile nel quale il rischio che le armi finiscano nelle mani di organizzazioni terroristiche è elevato.

L’adozione, nel luglio dello scorso anno, di un Trattato internazionale sul commercio delle armi meno rigido della legislazione svizzera non deve fungere da pretesto a un ammorbidimento della nostra legislazione in materia. Il Consiglio degli Stati lancia quindi un cattivo segnale alla comunità internazionale, proprio nel momento in cui si va rafforzando la tendenza verso maggiori controlli sull’esportazione di armi e quando la Svizzera è stato molto impegnata nei negoziati che hanno portato all’adozione del Trattato.

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