Ogni quattro anni e mezzo gli Stati membri delle Nazioni Unite sono interrogati su come rispettano i diritti umani, un meccanismo del Consiglio dei diritti umani denominato Esame periodico universale (EPU). Devono rispondere alle domande dei loro pari, che formulano anche delle raccomandazioni. © UN Photo
Ogni quattro anni e mezzo gli Stati membri delle Nazioni Unite sono interrogati su come rispettano i diritti umani, un meccanismo del Consiglio dei diritti umani denominato Esame periodico universale (EPU). Devono rispondere alle domande dei loro pari, che formulano anche delle raccomandazioni. © UN Photo

Terzo Esame periodico universale della Svizzera Un bilancio in chiaroscuro

Comunicato stampa - 14 marzo 2018
Amnesty International ha seguito da vicino 3° Esame periodico universale (EPU) della Svizzera, che si è concluso oggi con l'accettazione da parte della Svizzera di 160 delle 251 raccomandazioni formulate nei suoi confronti. L'organizzazione accoglie con favore l'intenzione della Svizzera di creare rapidamente un'Istituzione nazionale per i diritti umani conformemente ai principi di Parigi. Deplora invece che il Consiglio federale non sia disposto ad affrontare la spinosa questione della compatibilità delle iniziative popolari con il diritto internazionale.

"L'EPU è un'opportunità ideale per gli Stati per fare il punto sul proprio operato in materia di diritti umani. La Svizzera è appena stata valutata per la terza volta, e ha ricevuto un numero importante di raccomandazioni. Questo dimostra quanto sia grande l'interesse della comunità internazionale per il nostro Paese, che si vuole paladino dei diritti umani", ha dichiarato Alain Bovard, responsabile Advocacy della Sezione svizzera di Amnesty International.

"Alcuni non gradiscono di vedere degli Stati totalitari rivolgere raccomandazioni alla Svizzera. In realtà, l'EPU pone tutti gli Stati sullo stesso livello, e comunque anche gli studenti più brillanti possono migliorare le proprie prestazioni".

Istituzione nazionale dei diritti umani e meccanismo di coordinamento

Amnesty International si rallegra che la Svizzera abbia accettato tutte le raccomandazioni che le chiedono di creare un'istituzione nazionale per i diritti umani in conformità con i principi di Parigi, e la messa in atto di un meccanismo incaricato del coordinamento dell'attuazione delle raccomandazioni dell'EPU e di altri organismi ONU. Amnesty si aspetta ora che il Consiglio federale e il Parlamento trasformino rapidamente questi impegni in realtà.

Amnesty International è inoltre piacevolmente sorpresa dal fatto che il Consiglio federale, con il sostegno dei Cantoni, abbia deciso di istituire un meccanismo indipendente di reclamo per i casi di violenza da parte della polizia, una richiesta di lunga data dell'organizzazione. L'accettazione di questa raccomandazione rappresenta un chiaro passo avanti.

Compatibilità delle iniziative popolari con il diritto internazionale

"L'atteggiamento molto riluttante del Consiglio federale nei confronti delle raccomandazioni che chiedono una soluzione alla spinosa questione della compatibilità delle iniziative popolari con il diritto internazionale, non ci sorprende", ha dichiarato Alain Bovard. "Nel bel mezzo della campagna sull'iniziativa "per l'autodeterminazione", il governo non ha voluto rischiare di mettersi contro parte del Parlamento e della popolazione".

Gestione inadeguata della discriminazione

La Svizzera è inoltre ampiamente criticata per la sua gestione della discriminazione, il che dimostra che la continua e ripetuta richiesta da parte di Amnesty International di introdurre una legge generale contro la discriminazione nella legislazione svizzera è giustificata. Altri settori, come la lotta alla violenza contro le donne o la tratta di esseri umani, sono pure oggetto di critiche da parte dei membri del Consiglio per i diritti umani.

Disposizioni che vietano la tortura

"Amnesty International non capisce perché la Svizzera continui a rifiutare di includere nel suo diritto penale una disposizione che vieti espressamente la tortura", ha dichiarato Alain Bovard. "È ora che il nostro paese rispetti gli impegni presi, per esempio ratificando la Convenzione contro la tortura."

Amnesty International è inoltre sorpresa per le poche raccomandazioni in materia di asilo, tra cui l'attuazione degli accordi di Dublino, spesso problematici dal punto di vista del diritto internazionale.

Amnesty International monitorerà l'attuazione delle raccomandazioni accettate, e farà pressione sulle autorità competenti, ricordando loro gli impegni assunti, qualora questo si rivelasse necessario.

 

 

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