© Anthony Cole
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Sud Sudan: I crimini di guerra rimangono impuniti

Comunicato stampa, 7 ottobre 2019, Londra/Lugano – Contatto media
Gravi violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e crimini contro l'umanità hanno segnato il conflitto nel Sudan meridionale, ma i responsabili di queste violazioni restano impuniti perché la politica domina il sistema giudiziario. Dallo scoppio del conflitto, nel dicembre 2013, è stato perseguito un solo caso: tra le vittime anche degli operatori umanitari stranieri.

Da Juba a Malakal, a Wau, a Bentiu e in molti altri luoghi del Sud Sudan sono stati commessi terribili crimini contro i civili. Il governo del Sud Sudan ha istituito delle commissioni investigative, ma la maggior parte dei loro rapporti non sono stati pubblicati. I crimini commessi dalle truppe governative sono stati completamente cancellati, come dimostra il rapporto pubblicato oggi da Amnesty International.

Amnesty International ha inoltre documentato come il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, concede spesso delle amnistie generali, negando così alle vittime di crimini di guerra il diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento.

Solo in un caso le indagini sono state completate e dieci soldati governativi sono stati condannati. I militi sono stati giudicati colpevoli per il loro coinvolgimento nei fatti avvenuti al Terrain Hotel nel luglio 2016, quando un giornalista è stato ucciso e diverse lavoratrici non qualificate sono state violentate. Il fatto che questo caso sia stato indagato è in gran parte dovuto al fatto che tra le vittime figuravano cittadini di altri Stati i cui governi si sono impegnati concretamente per risolvere i crimini.

Ma anche i crimini di guerra commessi contro la popolazione del Sud Sudan devono essere indagati e, se necessario, puniti: "Sia le truppe governative che quelle dell'opposizione armata hanno commesso gravi crimini. Le autorità sud-sudanesi non sono finora riuscite ad indagare su questi crimini e a consegnare i responsabili alla giustizia. Ora abbiamo bisogno di un'alternativa efficace alla magistratura nazionale", afferma Joan Nyanyuki, vice direttrice di Amnesty International per l'Africa orientale.

Molte vittime avevano riposto le proprie speranze di ottenere giustizia nella Hybrid Court for South Sudan (HCSS). Quando gli accordi di pace sono stati firmati, nel 2015 e nel 2018, il governo del Sud Sudan si è impegnato a stabilire questo Tribunale che però, ad oggi, esiste solo sulla carta.

Amnesty International chiede pertanto che il governo del Sud Sudan mantenga immediatamente le proprie promesse e metta in moto il Tribunale. In caso contrario, l'Unione africana dovrebbe istituire un tribunale ad hoc affinché le numerose vittime dei crimini avvenuti in Sud Sudan possano finalmente avere accesso alla verità, alla giustizia e al risarcimento.

 

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