© Amnesty International
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Criminalizzazione della solidarietà Assolto il Pastore Norbert Valley: una buona decisione ma la lotta continua

12 marzo 2020
Amnesty International ha accolto oggi con favore la decisione del Tribunale regionale di Montagnes e Val-de-Ruz di La Chaux-de-Fond di assolvere il pastore Norbert Valley accusato, ai sensi dell'articolo 116 del Codice penale, di aver facilitato il soggiorno di uno straniero in situazione illegale. Ora si aspetta che il Parlamento modifichi la legislazione in materia.

Il giudice di Neuchâtel ha ritenuto che la Norbert Valley non avesse, con i suoi atti di solidarietà, ostacolato l'azione amministrativa fornendo solo assistenza puntuale e discontinua e mettendo occasionalmente a disposizione del rifugiato togolese respinto alloggio e cibo. La Procura non era presente all'udienza e non sono state fornite informazioni su eventuali ricorsi.

Amnesty International accoglie con favore questa decisione ed è lieta che il Pastore Norbert Valley abbia ottenuto giustizia. La decisione del tribunale riconosce che gli atti di solidarietà non devono essere puniti. La sentenza ribadisce la posizione di lunga data di Amnesty International secondo cui la solidarietà non è un crimine. Il verdetto dovrebbe servire da riferimento al Parlamento per avviare una revisione della Legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) che non sanzionerebbe più gli atti di solidarietà.

La lotta continua

Questa assoluzione è però una goccia nel mare rispetto alle 972 condanne del 2019 per violazione dell'articolo 116 della LStrI. La stragrande maggioranza delle persone interessate non ha fatto appello per paura, ignoranza o per bisogno di tranquillità. Questo dimostra che ci sono problemi con la legge e le sue pratiche.

Le condanne sistematiche per atti di solidarietà commessi senza l'obiettivo di arricchirsi o di ostacolare l'azione amministrativa dovrebbero sparire. Amnesty International continuerà a impegnarsi affinché la legge venga modificata e a far sì che i difensori dei diritti umani non debbano più giustificare, fare ricorso o essere condannati per le loro attività.

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