La mobilitazione storica per i diritti delle donne © Amnesty International
La mobilitazione storica per i diritti delle donne © Amnesty International

Rapporto Annuale 2019: il capitolo dedicato alla Svizzera

SVIZZERA

Confederazione Elvetica

Capo di Stato e di governo: Ueli Maurer e dal 1 gennaio 2020 Simonetta Sommaruga

Nel marzo 2019 è entrata in vigore una nuova procedura di asilo accelerata che iscrive nella legge il principio di un’assistenza e di una rappresentanza legale gratuite. In seguito allo “Sciopero delle donne” e alla pubblicazione di un’indagine sulla diffusione delle violenze sessuali nei confronti delle donne, nel paese si è aperta un’ampia discussione sui diritti delle donne e le violenze sessuali. Le nuove leggi antiterrorismo potrebbero sfociare in gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Rifugiati e richiedenti asilo

Una nuova Legge sull’asilo è entrata in vigore il 1° marzo. Le procedure di asilo sono state accelerate nei Centri federali ripartiti nelle sei regioni d’asilo. Il governo ha stabilito come obiettivo di concludere il 60 percento delle domande di asilo entro 140 giorni. Nell’ambito della nuova procedura i richiedenti asilo ricevono consulenza e rappresentanza legale gratuite.

A fine anno tuttavia non era stato messo in funzione un sistema affidabile per identificare proattivamente i richiedenti asilo più vulnerabili, i loro bisogni procedurali e di alloggio. Un accesso diretto a medici specialisti è difficile per i richiedenti asilo, e l’accesso ai Centri federali è limitato per le persone intenzionate ad assistere i richiedenti asilo. Inoltre il rigido regime di sicurezza nei Centri lascia poco margine ai richiedenti per gestire il quotidiano autonomamente e porta a numerose violazioni della privacy delle persone richiedenti asilo.

Nonostante il numero di domande d’asilo sia in continuo calo e abbia raggiunto il livello più basso dal 2007 - 14 269 richieste depositate nel 2019 - le autorità svizzere competenti in materia di asilo continuano ad applicare rigidamente il Regolamento Dublino, rinviando regolarmente nel primo paese di entrata anche richiedenti asilo vulnerabili e persone che hanno parenti in Svizzera.

Le condizioni degli alloggi per richiedenti asilo respinti che non possono venir rinviati nel proprio paese di origine equivalevano a un trattamento disumano. Secondo il regime dell’”aiuto d’urgenza”, in alcuni cantoni (Zurigo e Ticino) queste persone sono alloggiate in rifugi sotterranei della protezione civile. Nel 2015, la Commissione Nazionale per la Prevenzione della Tortura (CNPT) ha ritenuto che questo fosse ammissibile per un periodo massimo di tre mesi.

Difensori dei Diritti Umani

Nel 2019, diversi Cantoni hanno continuato a intraprendere azioni legali contro persone che, per compassione e solidarietà, avevano prestato assistenza a persone senza un permesso di soggiorno valido. Ne sono esempi l'attivista per i diritti umani Anni Lanz, il sacerdote Norbert Valley e Lisa Bosia, nota per il suo sostegno ai rifugiati.

Con una sua campagna, Amnesty International ha sostenuto un'iniziativa parlamentare lanciata dall'allora Consigliera nazionale Lisa Mazzone per esonerare esplicitamente da qualsiasi sanzione chi fornisce assistenza ai migranti privi di documenti quando si tratta di un atto gratuito, dettato da motivi onorevoli.

Diritti delle donne

Lo sciopero delle donne, il 14 giugno, è stata una delle più grandi mobilitazioni nella storia della Svizzera. Circa mezzo milione di persone sono scese per strada per chiedere la fine della continua discriminazione contro le donne.

Amnesty International ha commissionato una ricerca sulla diffusione delle molestie sessuali e delle violenze sessuali in Svizzera secondo la quale il 22 % delle donne dai 16 anni in su ha subito atti sessuali non desiderati. L’organizzazione ha chiesto una riforma del Codice penale svizzero affinché lo stupro sia definito in base alla mancanza di reciproco consenso, così da essere in linea con gli standard internazionali in materia di diritti umani quali la Convenzione di Istanbul. Attualmente, la definizione legale dello stupro in Svizzera continua ad essere basta sulla violenza, la minaccia della violenza o altri mezzi di coercizione.

Sicurezza e Diritti Umani

Dopo l’introduzione di nuove leggi e misure antiterrorismo negli anni precedenti, nell’autunno 2019 il parlamento ha discusso due nuove proposte di leggi antiterrorismo che dovrebbero essere approvate nel 2020.

La modifica della legislazione antiterrorismo ha introdotto per la prima volta una definizione del termine "organizzazione terroristica". La mancanza di precisione nella definizione dei reati e la definizione vaga di "terrorismo" possono portare a gravi violazioni dei diritti fondamentali.

In maggio, il Consiglio federale ha presentato la legge federale sulle "misure di polizia per la lotta al terrorismo", che Amnesty aveva criticato in quanto troppo ampia. La legge prevede una serie di misure coercitive preventive contro le cosiddette "persone che possono minacciare la sicurezza pubblica" – inclusi minorenni a partire da 12 anni.

Detenzione

Nel 2019, niente è cambiato nel rigido regime della detenzione provvisoria: in numerosi cantoni i prigionieri sono richiusi da soli nelle loro celle fino a 23 ore al giorno. La Commissione nazionale per la prevenzione della tortura ha criticato queste condizioni di detenzione e ritenuto, già diversi anni fa, che queste siano troppo restrittive per essere compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali. Secondo Amnesty International potrebbero anche costituire una violazione del divieto di trattamenti disumani e degradanti e delle norme delle Nazioni Unite in materia.

Diritti LGBTI+

D’ora in avanti, in Svizzera le dichiarazioni piene di odio e gli appelli alla discriminazione contro lesbiche, omosessuali e bisessuali sono punibili. Con una maggioranza del 63,1% dei votanti il 9 febbraio 2020 è stata accettata un’estensione della norma penale antirazzista per includere anche l’orientamento sessuale. La discriminazione basata sull’identità sessuale, per contro, non è ancora contemplata.

Sviluppi legali, costituzionali o istituzionali

Nel dicembre 2019 il Consiglio federale ha presentato un progetto di legge per la creazione di un’istituzione nazionale dei diritti umani. Il progetto sembra essere conforme ai Principii di Parigi per le istituzioni nazionali di promozione e di protezione dei diritti umani. La Svizzera seguirebbe così le raccomandazioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e di diversi altri organismi dell’ONU che chiedono la creazione di questo genere di istituzione. Con un budget annuale ridotto – un milione di franchi svizzeri – il finanziamento della futura istituzione per i diritti umani non sarebbe però garantito. Il Parlamento elaborerà una legge definitiva entro la fine del 2020. Il mandato provvisori del Centro svizzero di competenza per i diritti umani scade a fine anno.

La versione francese più completa è disponibile qui. 

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