© Ink Drop /shutterstock
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Svizzera Amnesty saluta il “Sì” alla protezione da odio e discriminazione

Comunicato stampa, 9 febbraio 2020, Berna/Lugano – Contatto media
Anche in Svizzera lesbiche, gay e bisessuali saranno finalmente protetti da odio e discriminazione. Con la maggioranza dei voti favorevoli, i votanti svizzeri hanno approvato l’estensione della norma penale antirazzismo per includere anche l’orientamento sessuale – secondo Amnesty un passo importante verso una protezione estesa dei diritti della comunità LGBTI*.

Negli ultimi anni la Svizzera ha perso posizioni nella classifica riguardo l’atteggiamento nei confronti della co- munità LGBTI*, collocandosi al 27esimo posto su 49 paesi europei. Questo anche perché la Svizzera rimaneva uno dei pochi paesi in Europa a non prevedere una legislazione specifica per la protezione dal hate speech nei confronti delle persone LGBTI*. La decisione presa oggi dall'elettorato svizzero modifica almeno in parte la situazione: le diffamazioni, gli appelli pubblici all’odio e alla discriminazione basati sull’orientamento sessuale saranno punibili, ma l'identità di genere purtroppo non è ancora coperta dalla norma penale estesa.

Amnesty si è impegnata nella campagna in favore del SI perché gli appelli pubblici all'odio e alla violenza, la denigrazione generalizzata e la discriminazione sono una violazione della dignità delle persone colpite e non un'espressione del diritto alla libertà di espressione. Le discussioni e le opinioni critiche, per esempio sulla questione del matrimonio omosessuale, non saranno influenzate dall'estensione dell’articolo penale - questo è stato perfettamente dimostrato dall'esperienza con la norma penale antirazzismo in vigore dal 1995.

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